Parola al Presidente Fabrizio Mione

Parola al Presidente Fabrizio Mione

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A pochi giorni dalla terza tappa dell’edizione 2018/19 abbiamo tracciato un primo bilancio della stagione in corso insieme a Fabrizio Mione. Ecco le parole del nostro Presidente:

Il 2018 è terminato con la tappa di Verona. Una prima assoluta giocata in un club in forte espansione. Feedback?

Il Superchallenge ha nel proprio DNA la tappa cosiddetta “amico” ed è contento di portare il rugby under 14 in realtà diverse di anno in anno. Siamo stati molto felici di andare a Verona grazie anche alla collaborazione con il Presidente Vittadello che aveva già manifestato interesse dal finire della scorsa stagione. La tappa è stata coinvolgente sul piano sportivo e positivamente realizzata sul piano organizzativo all’interno di un club autore di un deciso sviluppo nel palcoscenico ovale italiano. Colgo l’occasione per ringraziare ancora gli amici di ASR Milano, Amatori Union Milano e Parabiago che nella scorsa stagione ci hanno offerto un bellissimo evento di rugby giovanile grazie al lavoro sinergico di tre società. I presupposti per tornare ci sono tutti e valuteremo un nuovo evento nell’area milanese sul finire del 2019.

Il 2019 è il sesto anno di attività del Superchallenge. I club iniziano a recepire la mission della lega?

Senz’altro si. Ce lo dicono i numeri, la qualità dei test, e soprattutto l’attenzione che i club ripongono sulle nostre iniziative. Ad oggi siamo ben felici di organizzare tappe doppie, a ulteriore conferma che il format è richiesto da un numero sempre maggiore di società. Il Superchallenge nasce come una opportunità per colmare un vuoto agonistico della categoria under 14, anche se non può e non deve essere definito come il campionato italiano di categoria.

La nazionale under 20 ha giocato un 2018 molto positivo. Gli atleti partecipanti alla prima edizione del Superchallenge u14 hanno ottenuto dei bellissimi risultati con la nazionale under 18. Quanto contribuisce la lega di Tornei all’offerta formativa FIR?

Il Superchallenge non è in competizione con FIR, anzi è un partner della Federazione con cui condivide obiettivi e linee guida. Il nostro contributo all’offerta formativa è insito nella mission della Lega, ovvero sfidare i club verso un innalzamento della proposta tecnica in una categoria delicata come l’under 14.

Amatori Napoli e Partenope sono le uniche squadre del centro sud che fino ad oggi hanno partecipato. Credi sia possibile un allargamento verso sud del Superchallenge?

E’ auspicabile, speriamo diventi possibile. Il Superchallenge nasce ‘pro’ e non ‘contro’. Nascere ‘pro’ significa lavorare per il movimento e per il territorio, al fine di aggregare più realtà possibili al nostro progetto sportivo. Fino ad oggi la tendenza è stata quella di giocare sempre nella zona centro-nord dell’Italia, perché si sono verificate condizioni organizzative semplici ed immediate. Sotto Roma abbiamo sperimentato una bella esperienza a L’Aquila che speriamo di ripetere anche per dare il giusto spazio ad una città fondamentale nel palcoscenico del rugby nazionale. Le squadre campane che abbiamo avuto il piacere di ospitare stanno lavorando molto bene e credo che l’organizzazione di un evento Superchallenge nel centro – sud sia solo una questione di tempo e non di voglia.

Il prossimo torneo di Roma vedrà per la prima volta partecipare una squadra francese. Come siete arrivati a questo accordo? Quali prospettive per una collaborazione con il format francese?

A Roma sarà presente la squadra francese dell’USAP Perpignan. Per Il Superchallenge è una grande notizia perché si creano i presupposti per un interscambio sportivo che potrebbe portare dei grandi benefici sia sul piano tecnico che su quello formativo. Perpignan sarà a Roma dopo una lunga fase di contatti  fra il nostro Consiglio Direttivo e il Consiglio del Superchallenge de France, che poi è la Lega a cui ci ispiriamo e da cui abbiamo preso esempio per la costruzione del format italiano. Le prospettive sono interessanti ed ambiziose proprio perché stiamo lavorando su alcune idee che potrebbero portare novità stuzzicanti nell’immediato futuro. Una sfida fra selezioni? La partecipazione di club italiani alle tappe in terra francese? Un match fra le due formazioni vincenti dell’edizione italiana e francese? Non c’è una decisione definitiva, ma esistono molto opzioni che in breve tempo contiamo di rendere concrete.

Cosa ti aspetti dal 2019?

Credo fortemente nella collaborazione con la lega francese e spero che in questo anno ci siano nuove opportunità su questo asse. Credo anche nello sviluppo deciso di una cultura sportiva in cui i ragazzi sono al centro dell’attività, mentre tecnici, arbitri e dirigenti lavorano in funzione delle loro prestazioni. Questo aspetto è centrale, ma soprattutto è condiviso con i soci fondatori che aiutano costantemente il Superchallenge ad essere un esempio positivo su tutto il territorio nazionale. Infine voglio ringraziare chi nel 2019 avrà un ruolo fondamentale: le famiglie dei ragazzi. Non mi stancherò mai di sottolineare quanto è importante il contributo dei volontari che sono a tutti gli effetti una componente irrinunciabile per la buona riuscita delle tappe Superchallenge.